Medaglia d'Onore a Nicola Natale

Cerimonia organizzata in occasione della Giornata degli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi durante la Seconda guerra mondiale, su iniziativa del Prefetto di Chieti Silvana D’Agostino

Data:

22 settembre 2026

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La memoria non è soltanto il ricordo di ciò che è stato: è una responsabilità verso ciò che saremo.

Questa mattina, nella Sala Consiliare della Provincia di Chieti, il Sindaco Emanuela De Nicolis, insieme ad altri Sindaci della provincia, ha preso parte alla cerimonia organizzata in occasione della Giornata degli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi durante la Seconda guerra mondiale, su iniziativa del Prefetto di Chieti Silvana D’Agostino.

Nel corso della cerimonia è stata consegnata la Medaglia d’Onore conferita dal Presidente della Repubblica, a riconoscimento della sofferenza e del sacrificio degli italiani militari e civili deportati e internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto, nonché dei familiari dei caduti.

Tra i destinatari anche Nicola Natale, la cui medaglia è stata ritirata dal congiunto Luigi Natale, residente a San Salvo.

Un momento particolarmente significativo, nel quale, anche attraverso le testimonianze dei familiari dei superstiti, sono stati ripercorsi alcuni frammenti di una storia che non può essere consegnata all’oblio.

Presenti alla cerimonia anche il Vescovo Monsignor Bruno Forte, l’Assessore regionale Tiziana Magnacca e il Presidente della Provincia Francesco Menna, insieme alle autorità civili e militari del territorio.

È proprio attraverso le testimonianze, attraverso la memoria delle famiglie e attraverso la conoscenza della nostra storia che possiamo impedire che il tempo cancelli le tracce di ciò che è accaduto.

Ricordare significa dare un volto e una voce a chi ha vissuto la guerra, la deportazione, la prigionia e il lavoro coatto. Significa custodire una memoria che non appartiene soltanto a chi l’ha vissuta, ma a tutti noi.

Perché ciò che viene dimenticato rischia di diventare una storia lontana. Ciò che viene raccontato, testimoniato e trasmesso alle nuove generazioni, invece, continua a vivere e può diventare un insegnamento per il presente e per il futuro.

La memoria è un ponte tra le generazioni. Sta a noi attraversarlo e tenerlo aperto

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Pagina aggiornata il 22/09/2026